COSA SUCCEDE SE VIVI LE REALI EMOZIONI CHE PROVI ?

emozioni-social555Mi sono sempre interrogato, nel mio piccolo, su come le emozioni influiscono su di noi e su cosa sono. Domande e risposte che mi portano a scrivere questo articolo, con il cuore e la mente.

Da coach, presuntuosamente bravo nel comprendere i meccanismi comportamentali e comunicativi delle persone, mi chiedo sempre più intensamente che spazio dare alle emozioni che provo e provano le persone.

Mi sono accorto che molte persone preferiscono chiudere le emozioni gestendole come se fossero nocive al raggiungimento degli obbiettivi che desiderano. Allora esistono un sacco di strumenti per non sentire quelle emozioni, per “gestirle” in modi intelligenti e razionali. Ne conosco molti e funzionano anche bene.

So bene come possono essere forti e avvolgenti le emozioni. Ma quando le chiudo per focalizzarmi su altre cose, mi sento come se lasciassi la parte di me più vera. Questo pensiero non penso sia dato dalla mia razionalità ma da uno dei quei meccanismi che non si conoscono bene e che lavorano ad un livello molto più profondo rispetto agli schemi comportamentali che si possono cambiare e gestire. A forza di “scappare dal dolore” mi sono accorto che ogni volta mi trasformo in qualcosa di diverso che mi proietta nel dualismo di questa vita. Per il lavoro che faccio, devo essere sempre al top, ispirante e motivante in grado di dare consapevolezza e responsabilità per i cambiamenti necessari alle persone che richiedono il mio aiuto.

Parlo spesso di performance e so come creare i meccanismi necessari a far si che le persone possano utilizzarla nel lavoro e nella vita. Sembra che se ti concentri su di te e fai passi necessari per raggiungere quegli obbiettivi che ti faranno stare bene, allora sarai felice. Vero, ma a che prezzo?. Perché se ogni volta che mi giro verso quello che mi far stare bene a dispetto di quello che sento dentro e mi fa soffrire, cambio inevitabilmente la natura profonda del mio essere. Mutando verso quello che il sistema mi dice che mi farà stare bene, raggiungo i successi che mi ero prefissato ( con il coaching si può fare), e poi avanti così, verso altri progetti, verso quello che sembra che ti serve.

Se ogni volta chiudo alle emozioni che mi fanno soffrire, in realtà faccio qualcosa di diverso. Chiudo il flusso emozionale in tutta la sua grandezza, chiudendo anche alle emozioni come l’amore. Non si può chiudere l’emozione della sofferenza e tenere aperta quella dell’amore! Se chiudo alla tristezza non potrò vivere la vera gioia. Se blocco un’emozione che non mi piace, blocco il flusso emozionale e di conseguenza blocco quello che più reale esiste, la possibilità di essere felici dentro di noi senza raccontarsela.

Mi accorgo degli sforzi che fanno le persone per poter apparire in un modo piacevole. Un focus sul lavoro, un focus su quello che devi ottenere, un focus per far si che le persone ti accolgano, un focus su come essere considerato un grande, e così via verso qualche altro focus per renderci sempre più meccanici. Dei programmatori di noi stessi. Lo facciamo un po tutti con i mezzi che abbiamo a disposizione.

Sempre più persone non si permettono più di condividere qualcosa con altri per la paura di soffrire. L’unico modo che rimane è quello di prendere quello che ti serve, oppure degli scambi con un equo guadagno. Mi dai quello che voglio oppure vado a cercarlo da un’altra parte. Come discorso lo condivido e lo insegno, ma quello che mi fa riflettere è che molte persone, senza rendersi conto bene, vogliono raggiungere qualcosa che non include il “dare” qualcosa, senza permettersi di condividere qualcosa, senza permettersi la complicità nel vivere qualcosa.

Se decidi di non voler soffrire, ti staccherai da tutte quelle situazioni che ti potrebbero far soffrire, non ti metterai in gioco per condividere e rischiare ma per prendere quello che ti serve senza rischiare di soffrire. Ti staccherai da tutte le persone che soffrono perché non ti puoi permettere di entrare empaticamente in contatto con quelle emozioni che risuonerebbero con le tue. Personalmente non mi sembra la strada migliore da seguire.

Che succede quando si decide di vivere le emozioni negative che ci fanno male? Intanto non si muore!

Ci permettiamo di accogliere qualcosa di nostro, profondamente nostro, che si muove con dei fini che non conosciamo chiaramente e razionalmente, ma che sappiamo fa parte di noi. E se ci sto un po dentro, senza la parte razionale e limitante che vuole trovare giustificazioni per stare “bene”, che succede?

Questo è un viaggio da provare! Un parte di questo incredibile mondo che non conosciamo, e che facendo un salto dentro di noi, possiamo intravedere una realtà molto più reale, anche se offuscata, la sentiamo e la viviamo.

Prova ad accogliere le emozioni che provi e lascia un po di spazio per viverle con consapevolezza e dolcezza. Quando le accogli in questo modo, non potranno far male a lungo, e tutto questo ti porterà ad accettare le cose che succedono con molta naturalezza. Se ci stai un po, ti sentirai muovere tutto da dentro, e se ti permetti di accettarle, vivrai un percorso molto forte ma che ne vale la pena.

Non vi sforzate di interpretale e di comprenderle razionalmente, perché la consapevolezza arriverà nella fase successiva, quando tutto il tuo essere avrà incluso tutto quanto e sarà una comprensione più reale e vera, dettata da un’intelligenza emotiva che lavora per te e non contro gli altri. Ti potrai anche rilassare, quando avrai accettato l’idea che il dolore emozionale è possibile da accogliere. Smetterà di far paura molto velocemente, e se all’inizio può sembrare qualcosa di impossibile, appena avrai mosso i primi passi di accettazione, vedrai che non è così male come credevi. Fa male, e certe volte sembra non finire mai, ma fidati, ad un certo punto il tuo magnifico essere sarà in grado di tirar fuori dal quel dolore, una comprensione nuova che ti aiuterà per il resto della vita.

Capisco che è dura. Certe volte insopportabile. Non mi permetto di giudicare nessuno, e nella mia vita ho fatto un po di tutto per non sentire dolore, ma mi ha cambiato. Costruirsi una corazza anti emozioni è una delle ipotesi che utilizzano in molti, ma ti cambia dentro, e tutte quelle emozioni belle in cui credevi, vengono chiuse per questo processo di irrobustimento razionale del proprio ego.

Un buon supporto, se decidi di vivere intensamente quello che realmente succede in te, è sicuramente di poterne parlare con qualcuno che ti può dare una mano ed ascoltarti, non importa spronarsi e far finta di essere al top, puoi permetterti di essere in una fase di cambiamento e di sentire del dolore dentro ma che non ti impedisce di andare avanti. Puoi essere un Budda che soffre per un po… e poi sarai un Budda felice!

Con rispetto per tutte le persone che soffrano e che cercano di star meglio. Qualsiasi cosa facciate, vi auguro di sentirvi meglio e di vivere una vita che ne vale la pena vivere. 

www.gestionecoaching.it

www.samueleguidicoaching.it

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *